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E-commerce di proprietà o Marketplace?

Nell’ultimo periodo il settore dell’e-commerce sta registrando cifre da capogiro. Come raccontavamo nell’ultimo articolo Informazioni e trend per chi vuole aprire un e-commerce, l’Italia è posizionata al settimo posto nel panorama europeo con un mercato dell’e-commerce del valore di 27,4 miliardi nel 2018. Qualcosa comincia a muoversi anche nel nostro paese in termini di tendenze all’acquisto, fattore che sul web ci separava dai paesi più avanzati.

La situazione attuale pone molti esercenti nelle condizioni di poter valutare l’apertura di un negozio online, per cui una delle domande da porsi è: realizzare un sito e-commerce proprietario o vendere i propri prodotti o servizi in uno dei tanti marketplace esistenti?

 

Fonte: OSSERVATORI. NET
Digital Innovation, 2018

 

E-commerce e Marketplace: le differenze

 

E-COMMERCE

L’e-commerce è un negozio online che vende prodotti o servizi di norma molto simili tra loro. L’intero ciclo di vendita è seguito dal proprietario che gestisce gli ordini, coordina la logistica, cura la comunicazione, il marketing e la pubblicità.

Alcuni fattori caratterizzanti il sito di proprietà sono:
  • Personalizzazione: l’e-commerce essendo una soluzione proprietaria al 100% dell’azienda, le possibilità di personalizzare il sito sono molteplici. Dalla sua struttura, al layout grafico, alla quantità dei prodotti o servizi da inserire. Ogni dettaglio è totalmente customizzabile secondo il modello di business dell’azienda. Questa soluzione fa sì che, l’e-commerce oltre a fungere unicamente come canale di vendita, diventi anche uno strumento di branding. Proponendo i valori dell’azienda anche online con una maggiore personalizzazione del brand e dell’esperienza di acquisto, aumentano anche i livelli di fidelizzazione da parte degli utenti.
    Grazie allo shop online, l’idea di business di un’azienda viene resa più concreta grazie la personalizzazione dei servizi e dalla piattaforma.
  • Personale dedicato: inizialmente è necessario prevedere qualche investimento in risorse umane che vadano a svolgere delle specifiche mansioni nello shop online. Inizialmente la cosa migliore e consigliata per progettare e realizzare la piattaforma è quella di rivolgersi ad esperti. Potrebbe apparire dispendioso a livello economico, ma sicuramente meno che “rattoppare” continuamente errori dovuti alla soluzione “fai da te”, necessari per poter essere funzionante.
    Per poter usufruire di un e-commerce che non renda la vita impossibile al proprietario ma anche all’utente che lo utilizza, è consigliabile affidare la creazione e la messa online e poi la gestione del sito a risorse dedicate esclusivamente a questo.
    Con questo tipo di approccio è possibile ottenere per l’azienda, un ritorno degli investimenti indirizzati per la realizzazione dell’e-commerce, per gli utenti un sito efficace e funzionale, con i prodotti o servizi aggiornati con le loro specifiche descrizioni.
    Investire le giuste risorse dedicate alla gestione dell’e-commerce significa a tutti gli effetti rafforzare la brand identity e diffondere costantemente la presenza d’azienda online.
  • Gestione: qualsiasi dettaglio viene deciso dall’azienda proprietaria del sito. I dettagli sui prezzi e prodotti vengono stabiliti in base all’analisi e alle necessità del proprio target di mercato. La politica del prezzo, i metodi di pagamento, le tipologie di consegna e di reso, tutti i termini di “comportamento” dell’e-commerce sono controllati dall’azienda e questo sicuramente è un vantaggio non da poco per un’impresa.
    Un altro vantaggio di un e-commerce di proprietà è ad esempio lo svincolo dal pagare le tasse per essere sugli store dei colossi mondiali come Amazon o Ebay.
  • Concorrenza: varia molto a seconda del prodotto o del servizio che si offre, ma è totalmente gestibile attraverso strategie di brand awareness. Inoltre, sul proprio e-commerce non si è circondati dai competitor ed è possibile modificare la piattaforma a proprio piacimento in qualsiasi momento. Da questo punto di vista l’indipendenza e l’autonomia sono due aspetti vincenti sulla concorrenza.
  • Visibilità o sponsorizzazione: l’azienda proprietaria, gestendo lo shop online in totale autonomia, è libera di scegliere come e dove pubblicizzare il proprio e-commerce. Può gestire e valutare i canali migliori in base a ciò che vende, alla clientela target e alla provenienza geografica. Può adattare la strategia sulla base dei feedback monitorati nel tempo.
    Il monitoraggio dei risultati, e va da sé, la comprensione delle dinamiche interne allo shop, è fondamentale per capire sempre come integrare le strategie con gli altri canali di distribuzione off e online.
    L’essere sempre protagonisti nei rapporti con gli utenti non fa altro che conquistare maggiormente la loro fiducia, giovando tutto il traffico online al brand dell’azienda e quindi all’e-commerce.

I fattori in gioco quando si decide di proporre i propri prodotti o servizi online sono molteplici e differenti per ogni settore merceologico. Va considerato però, che i ragionamenti devono essere effettuati sia sul lungo termine che sulla base della tipologia di business che si intende avviare.

 

MARKETPLACE

Il Marketplace, a differenza dell’e-commerce di proprietà, è un sito che mette in relazione venditori e acquirenti raggruppando tipologie di prodotto molto differenti tra loro, dal settore merceologico alla brand.
Il ciclo di vendita non viene gestito dal titolare dei prodotti o servizi, ma la struttura del marketplace funge da vero e proprio punto di incontro che favorisce le trattazioni commerciali online.
Gli indiscussi protagonisti della crescita del mercato online sono eBay, Amazon e Alibaba, considerati al giorno d’oggi i maggiori marketplace. I più noti in Italia sono Amazon e eBay, che fino a qualche anno fa era il sito che vendeva più prodotti.
Tra gli altri si trovano Etsy, ePrice, Craiglist e anche Facebook un po’ di tempo fa ha annunciato l’avvio del proprio Marketplace.

Alcune caratteristiche del marketplace sono:
  • Visibilità: la visibilità sui marketplace come ad esempio Amazon, è alta, non è necessario un piano di marketing sulla gestione dei contenuti, sulla comunicazione, sulla scelta dei canali pubblicitari o su attività di SEO.
  • Gestione: molte della attività, che con l’e-commerce di proprietà sono gestite e controllate dall’esercente, sono gestite dal marketplace stesso senza l’investimento delle risorse da dedicare per la gestione degli ordini. Questo però comporta una totale mancanza di controllo periodico sul venduto o su altri dettagli legati ai prodotti o servizi offerti.
  • Concorrenza: sul marketplace concorrono svariati rivenditori, con livelli di concorrenza sui prodotti o servizi elevatissimi. Molto spesso i prodotti sono uguali o dalle caratteristiche simili, ciò comporta il rischio di spersonalizzazione del brand perché si punta tutto ad una politica di prezzo più conveniente rispetto ai competitor.
    Se un’azienda non gode già a priori di una forte brand awareness, quando un acquirente ricerca online un determinato prodotto, nei risultati vengono raggruppate tutte le offerte possibili dei diversi rivenditori e il rischio per un brand è quello di cadere nell’anonimato.
  • Opportunità: è possibile “raccogliere” nella rete utenti che non finiscono nel marketplace per un determinato prodotto di un’azienda ma se ne scoprono interessati, diventando di fatto degli acquirenti.

I marketplace offrono una base stabile, già “confezionata” e intuitiva nella quale inserire il prodotto o servizio che si vuole vendere. Ma non è una piattaforma sulla quale si può esercitare un controllo, bisogna pagare per esserci e lottare ogni giorno contro la concorrenza.

 

 

Quindi, conviene di più vendere sui marketplace o dotarsi di un proprio e-commerce?

Riassumiamo le differenze economiche tra e-commerce di proprietà e marketplace sono:

  • e-commerce di proprietà: vendere su un e-commerce significa avere una sorta di piccolo negozio all’interno del proprio sito. E’ necessario quindi prevedere un investimento economico iniziale variabile e un investimento in termini di risorse umane per la sua gestione.
    Le transazioni sono dirette al proprietario del sito che gestendolo in piena autonomia ha dei margini di guadagno più alti.

    Infine investire nel marketing avrà un ritorno economico in termini di fidelizzazione e identificazione del pubblico nel brand.
  • marketplace: essendo un centro commerciale virtuale linvestimento iniziale è minore e varia in base alla piattaforma scelta.
    Questa possibilità prevede però il pagamento di una commissione ad ogni vendita effettuata, perciò i margini di guadagno saranno relativamente più bassi.

 

Sicuramente è indiscutibile il fatto che il panorama mondiale dell’e-commerce è in continua ascesa. I marketplace hanno una posizione di forza, ma è anche vero che riuscire a vendere bene su queste piattaforme non è semplice. In questi luoghi per poter emergere dalla folta concorrenza, occorre predisporre di una solida strategia di vendita ed essere esperti nelle dinamiche interne al marketplace.
Senza la giusta conoscenza di questi giganti dell’e-commerce c’è il rischio che i prodotti e servizi, ma anche lo stesso brand, venga totalmente svilito dai valori ad esso connessi.
Inoltre, la mancanza di controllo all’interno della piattaforma e quindi del marketing e della logistica, rende il brand uguale a tutti gli altri.

Ma al giorno d’oggi per sfidare la concorrenza e resistere nel lungo periodo, un’azienda deve poter esaltare i propri valori ed essere riconoscibile.