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Backlink: cosa sono e perché sono importanti per la SEO

backlinking

I backlink sono semplicemente i link che rimandano al tuo sito da una pagina web esterna. Per questo sono detti anche link esterni, o link in entrata (inbound link). Rivestono un ruolo di particolare importanza nel web marketing perché aiutano i siti ad emergere sui loro concorrenti nei motori di ricerca.

Ecco un esempio: un backlink facile facile per YouTube.

YouTube in realtà non ne ha particolarmente bisogno (tra poche righe capiremo il perché), ma per le medie-piccole attività o enti può fare davvero la differenza per attirare nuovi clienti.

Scopriamo insieme:

Perché i backlink sono importanti

Ci sono almeno quattro motivi per cui avere backlinks è importante per un sito web.

1. Aumentano il ranking del sito nei motori di ricerca

Questo diciamo, è il motivo principe. I backlink che portano al sito sono come le referenze lavorative: più ce ne sono, provenienti da fonti autorevoli nel settore, e meglio è. E, proprio come i datori di lavoro quando devono occupare una posizione, i motori di ricerca tengono conto delle referenze per scegliere quali siti mostrare per una data query di ricerca. L’adagio è sempre lo stesso: ranking più alto in SERP = più traffico organico sul sito.

2. Aiutano il sito ad essere scoperto da Google

Google indicizza i siti grazie a delle applicazioni chiamate spider o crawler, che essenzialmente entrano nel sito e ne studiano il contenuto. Seguono tuttavia anche i link inseriti nell’html, saltando da un sito ad un altro indicizzandone i contenuti. Attraverso backlink provenienti da siti trafficati e autorevoli, Google indicizza il tuo sito più di frequente e più velocemente, aiutandoti a capire in meno se modifiche e novità sul sito stanno funzionando o meno in termini di traffico.

3. Portano traffico di referral

Ma non sono solo i crawler a “cliccare” sui link che portano al tuo sito: lo fanno anche e soprattutto gli internauti. I backlink pertanto sono anche un’importante fonte di traffico sul sito: traffico che prende il nome di referral, cioè di referenza.

4. Aumentano la credibilità e affidabilità del tuo sito

È bene ricordare che i funzionamenti di Google cercano sempre di riprodurre, nel bene e nel male, i funzionamenti della psiche sociale. Cosa significa? Che i backlink, o referenze ipertestuali, sono in realtà molto apprezzate non solo da Google, ma anche dagli stessi utenti. Siamo naturalmente portati a interpretare le referenze come un attestato di fedeltà e i backlink non sono diversi.
Nella nicchia della SEO ad esempio, l’autorità del campo è indubbiamente Ahrefs (puoi fidarti, backlink o non backlink).

search engine optimization

Caratteristiche di un buon backlink

Fin qui, nulla che non si potesse capire con qualche ora su internet e buon senso. Ora tocca rispondere ad una domanda più impegnativa: quali sono le caratteristiche di un buon backlink? Perché i backlink non sono tutti uguali, ma alcuni sono migliori di altri: un po’ come una laurea alla Normale di Pisa rispetto ad una laurea presso l’università della strada.

1. Autorevolezza

Un buon backlink proviene da una pagina autorevole. Ora, per stabilire che una pagina è autorevole Google valuta una serie di parametri come tipo di dominio, contenuti, html, numero di link in entrata, e anche ruolo effettivo che l’ente proprietario del sito riveste nella società (non vi aspetterete mica che i siti governativi facciano search engine optimization come i comuni mortali?).

Attraverso i backlink, un sito trasmette una parte della propria autorevolezza alla pagina di destinazione. Perciò, maggiore è l’autorevolezza del sito di partenza (ad esempio: una testata giornalistica, una grossa azienda, un ente pubblico etc.), maggiore è l’importanza che Google attribuisce al backlink e di conseguenza al sito di destinazione.

2. Topical relevance del dominio

Naturalmente non conta solo l’autorevolezza generale del dominio di provenienza, ma l’autorevolezza del dominio in un certo settore.

Facciamo un esempio.

Per il sito di un autonoleggio, un backlink proveniente da Quattroruote avrebbe molta più importanza rispetto ad un backlink proveniente – per dire – da una rivista di moda. Questo perché Quattroruote tratta di motori esattamente come l’autonoleggio, o, per metterla in termini googleschi, il backlink ha topical relevance rispetto al sito. Una referenza importante nel settore è più importante di una referenza generica, no?

3. Anchor text

Così come il dominio dal quale parte il link, contano anche le parole da cui il link si origina, il cosiddetto anchor text. Google analizza il testo, e se le parole sono semanticamente coerenti con il contenuto di destinazione, assegna un valore maggiore al link. Ma, come tutti questi elementi, l’anchor text ha un’importanza relativa: perciò Jaguar non dovrebbe prendersela troppo se piazziamo un link al loro sito nella parola gattini.

4. Collocamento del backlink all’interno della pagina

Tra gli elementi che contano per la bontà del backlink, un ruolo importante è la collocazione dell’anchor text. Una collocazione nel corpo della pagina, evidenziato, grassettato, rende il backlink molto più rilevante agli occhi – gli spider – del motore di ricerca. Un link invece inserito nel footer ha molto meno valore.

Questo perché Google considera anche la possibilità che un potenziale utente ci clicchi sopra. Il ragionamento di Mountain View è semplice: se un link è fruibile dall’utente allora si tratta di un link “genuino”, che può essere utile. Ma se è un link infilato un po’ così di soppiatto allora è un link per sfruttare l’algoritmo, quindi gli andrà assegnato meno valore.

5. Attributi nofollow, ugc e sponsored (aka nofollow no grazie)

Qui andiamo un po’ più sul tecnico. Per farla semplice: un buon backlink, che trasmette autorità, non ha attributi particolari.

Esistono tuttavia attributi che indicano a Google di non prendere i backlink in cui sono inseriti come oro colato: sono gli attributi nofollow, ugc e sponsored.

L’attributo nofollow suggerisce a Google di non trasmettere autorità attraverso i link in uscita dal sito. È stato introdotto nei primi anni ‘2000 per fermare la produzione industriale di backlink artificiali: all’epoca bastava entrare in un forum e spammare nei commenti il link al proprio sito per ottenere un backlink facile facile. Ora, forum e pagine web possono impostare le sezioni commenti per assegnare automaticamente l’attributo nofollow ai link nei commenti, così da scoraggiare lo spam e incoraggiare pratiche più genuine come il guest posting.

Dopo aver fermato la marea di backlink spam con l’attributo nofollow, Google ha introdotto recentemente due ulteriori tag html: il tag ugc e il tag sponsored.

Il tag ugc (acronimo di user generated content) si riferisce ai link inseriti dagli utenti e non dal webmaster. Il tag sponsored si riferisce invece ai backlink inseriti dal webmaster, ma dietro pagamento (presumibilmente dal beneficiario del backlink).

Per scoraggiare la prassi della compravendita di backlink ed evitare brillanti stratagemmi nei commenti, Google ha deciso di dare meno valore ai backlink con questi attributi. Perciò è bene cercare di ottenere dei backlink genuini e senza attributi.

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Verificare facilmente i backlink del tuo sito

Bene, ma come fare a sapere quali attributi hanno i backlink del nostro sito? Fortunatamente le vie del web sono infinite e ci sono parecchi strumenti, alcuni gratuiti e altri a pagamento.

Strumenti gratuiti: Google Search Console

Diciamolo subito, Google Search Console ha il grande vantaggio di essere gratuito. Ma richiede di salire un gradino più in alto sulla scala che da nabbi porta a smanettoni.

Se il tuo sito è in gestione ad un’agenzia allora sicuramente ti avranno configurato Google Search Console, anche a tua insaputa. Altrimenti, se non sai da dove partire per configurarlo, puoi iniziare da qui.

Aperto Google Search Console, sul menù di sinistra trovi il rapporto link. Da qui clicca Link esterni e poi Siti con Link principali. In questa sezione trovi tutti i siti che rimandano al tuo, con il numero di pagine che rimandano al tuo dominio e il numero di pagine del tuo dominio a cui rimandano.

Potrebbe interessarti anche sapere quali sono le tue pagine del tuo sito con più backlink: per questo c’è il rapporto pagine collegate principali. In questo rapporto puoi trovare tutte le pagine del tuo sito per numero decrescente di backlink e cliccando su ciascuna di esse potrai vedere quali siti rimandano a ciascuna pagina.

Fantastico no? In realtà bisogna fare attenzione ad un piccolo dettaglio: cioè che Google Search Console non fornisce (volutamente) nessuna indicazione sulla qualità del backlink. L’analisi del backlink è totalmente demandata al buon senso e al naso dell’utente.

Strumenti a pagamento: SEOzoom e Ahrefs

L’analisi qualitativa dei backlink è indubbiamente il punto forte dei software a pagamento come il già citato Ahrefs (Singapore) e SEOzoom (italiana), molto più facili e immediati da usare di Google Search Console (entrambi offrono un periodo di free trial).

Basta inserire il proprio dominio nella casella di ricerca e andare al report sui backlink: Referring Domains per Ahrefs e Backlinks>Link in entrata>Referring Domains per SEOzoom.

Per ciascun backlink otteniamo una valutazione in base a metriche proprietarie dei software, che ci aiutano a distinguere i backlink di valore da quelli spazzatura.

thinkabout

Come ottenere dei backlink al proprio sito?

Questa è la domanda fondamentale. Posto i link comprati o generati da commenti – come abbiamo visto – non sono particolarmente utili, come fare ad ottenere dei buoni backlink per il proprio sito?

Pazienza, olio di gomito e impegno.

Creare dei contenuti utili alle persone

Questa è la regola aurea, ma è dannatamente difficile da seguire.

La competizione per l’attenzione dell’utente diventa sempre più elevata: se una volta bastava poco impegno, adesso per avere qualche chance di emergere tocca dedicare ore e ore alla scrittura di contenuti a prova di bomba (e questa situazione permette a certa gente tipo chi ha scritto queste righe di portare il pane a casa).

Dove la competizione non è di nicchia, ma di massa può essere davvero impossibile tirarsi su con i soli contenuti: provate a rankare in SERP per “ricetta hamburger”.

Ci sono due vie che però si possono provare.

Una è la scrittura di guide utili all’utente (cfr. metodo Salvatore Aranzulla: ma anche qui, provate a scalzarlo dal trono dell’informatica). Essenzialmente si mette il proprio expertise al servizio della clientela di riferimento: ti occupi di taglio e distribuzione di nastri adesivi? Fai una guida per spiegare le best practice per l’applicazione. Ti occupi di web marketing? Fai una guida per spiegare come funzionano i backlink.

Il lettore entusiasta inserirà un link al contenuto che hai creato, a patto che sia davvero utile.

La seconda via, dato che ormai ci sono guide ovunque e per qualsiasi cosa, è offrire dei dati.

Chi scrive sul web è costantemente alla ricerca di dati e fonti che può usare a sostegno di ciò che scrive (ne so qualcosa). Se sei in grado di fornire dei dati utili sulla tua industria allora hai ottime chance di ottenere dei backlink.

Il problema? È che raccogliere e analizzare scientificamente dei dati richiede un sacco di tempo e risorse (umane ed economiche). È fantastico scrivere con dati di prima mano: ma è maledettamente difficile raccoglierli e processarli senza un team dedicato.

La situazione naturalmente avvantaggia chi quelle risorse ce le ha già. Che solitamente coincide con chi ha già anche i backlink.

GitHub - foundinblank/got_death_pool: Game of Thrones Death Pool scoring

“Content is king?” Piuttosto: “When you play the game of backlinks, you win or you die.”

Consigli pratici per ottenere backlink

Ora, cosa si può fare di concreto per ottenere backlink con tempo e risorse limitati?

La miglior strategia è il guest blogging. Essenzialmente si tratta di chiedere ad un partner di fare uno scambio di backlink: io scrivo un post per il tuo blog a nome mio (con un link al mio sito) e ti farò fare altrettanto sul mio sito. Può essere una notizia (es. Come con i servizi di azienda X ho migliorato il mio rendimento) o un classico case study (es. Come azienda X ha migliorato il suo rendimento con i miei prodotti).

Una classica forma di do ut des insomma: io ti aiuto, tu mi aiuti, e gli utenti ci guadagnano contenuti utili.

Un altro modo di procedere consiste nella ricerca di contenuti simili a quelli che potremmo scrivere noi e offrirci di sostituirli con i nostri. In soldoni: studiare i contenuti di un competitor e soffiargli i backlink.

Ci sono due possibilità: se il link al contenuto del competitor è rotto, possiamo chiedere alla fonte del backlink di puntare ad un nostro contenuto funzionante.

E se il link funziona? Qui entra in scena la cosiddetta tecnica grattacielo (la Skyscraper Technique, teorizzata da Brian Dean di Backlinko).

Praticamente: trovi un contenuto con tanti backlink relativo al tuo settore, lo studi, ne fai uno migliore e contatti i webmaster dei referring domain per chiedere loro che linkino al tuo sito invece che a quello del contatto.

Il tuo vicino costruisce un palazzo di tre piani? E tu lo fai di quattro. Lui lo fa di cinque? Tu di sei. Così via fino ad arrivare al cielo, da cui il nome della tecnica, che – a detta di molti – funziona.

Infine, buona prassi per racimolare un backlink è quella di chiedere che ogni menzione del proprio brand sul web ne contenga uno. Se scopriamo che qualcuno cita ObiettivoDigital senza inserire un link, allora chiediamo gentilmente al webmaster che lo faccia: in fondo è una forma di cortesia. Noi, ad esempio, siamo stati bravissimi in questo articolo: ogni citazione di brand contiene un backlink al sito di riferimento. Anche Jaguar.

I siti a cui abbiamo rimandato ci sono tutti stati utili per la scrittura di questo articolo. E, del resto regalare loro un backlink non ci costa niente: non che ne abbiano granché bisogno per posizionarsi.

Ma ci sono tanti altri fattori che, inseme ai backlink, influsicono sul posizionamento nei motori di ricerca: parole chiave, search intent, struttura del sito.

Questi e altri temi sono trattati nel nostro e-book gratuito sulle 5 regole per migliorare la tua visibilità sul web. Puoi scaricarlo cliccando qui sotto.

Speriamo che ti possa interessare come la guida che hai appena finito sui backlink!

Buona lettura!

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